A Colorni-Hirschman International Institute, presso Rubbettino editore

Gioventù del Mediterraneo
Gabriel Audisio

Per la prima volta tradotto in italiano, questo saggio di Ga-briel Audisio (1900-1978) restituisce la visione originale e appassionata di un Mediterraneo come crocevia di civiltà. Con linguaggio poetico, Audisio dipinge un mare che unisce più che separare: un luogo in cui il clima, la luce e la geografia diventano terreno fertile per l’incontro e lo scambio tra culture, lingue, abitudini. Contro i nostalgici di qualsiasi “Mare Nostrum”, Audisio propone il mare delle “somiglianze amiche”: un Mediterraneo unico e molteplice, dove le differenze si arricchiscono reciprocamente. Questo contributo si situa indubbiamente all’origine di quel “pensiero meridiano” che è sbocciato a cavallo della Seconda guerra mondiale. Ad esso è necessario tornare: sia perché dialogando con “il nostro Mezzogiorno” può favorire l’emancipazione di quest’ultimo; sia perché, mettendo da parte le presunzioni e le prepotenze post coloniali francesi, può riaprire un ragionamento rispettoso e costruttivo con la cultura e la politica algerine di oggi; e quindi contribuire ancora una volta al ringiovanimento mediterraneo (ed oltre).

Nato a Marsiglia da padre piemontese e madre nizzarda, Gabriel Audisio (1900-1978) ha condotto una doppia carriera di amministratore e scrittore tra Francia e Algeria. La sua vasta produzione di “umanista mediterraneo”, tesa tra idealismo e ambivalenze, comprende, tra gli altri, Poème de la joie (1924), Trois hommes et un minaret (1926), Jeunesse de la Méditerranée (1935) e Sel de la mer (1936).

Innovazione e sviluppo
Luca Meldolesi

Nei riguardi dell’innovazione e dello sviluppo, ogni generazione è chiamata ha secernere un proprio sforzo originale, tanto più in un’epoca come la nostra, caratterizzata da un impressionante “essor” di high tech e la. Ma è ingenuo pensare che ogni volta ciò debba avvenire partendo da zero. A tal proposito, il punto di vista di Albert Hirschman, formatosi tramite la sua attività teorico-pratica a cavallo della Seconda guerra mondiale e affermatosi in seguito, a livello interna-zionale, negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, resta ancor oggi un riferimento decisivo. Infatti, Hirschman ha difeso e rilanciato con successo la sua straordinaria lezione interpretativa e propositiva al riguardo, superando le crisi culturali, economiche e politiche della sua epoca – anche tramite una riconsiderazione “auto-soversiva” di diversi aspetti della questione. Egli ci ha lasciato così una preziosa eredità che deve essere rivisitata e messa in pratica, anche nel nostro tempo caratterizzato da una rinascente rivalità tra più superpotenze na-zionali; ma anche da un soffio potente e persistente d’innovazione e di sviluppo che coinvolge persino contrade lontane, un tempo impensabili. È un miracolo di pensiero e di pratica che rivela la sua natura e risulta straordinariamente istruttivo nel momento in cui lo confrontiamo con le nostre attività quotidiane.

Clifford Geertz e Albert Hirschman: rammendare il mondo
Luca Meldolesi

Molti ragionamenti di scienze sociali sono troppo astratti e troppo legati ad una disciplina specifica per illuminare davvero il mondo in cui viviamo. Tuttavia, è possibile mostrare (in via esemplificativa, e con l’ausilio di un grande antropologo, Clifford Geertz) come alcune di quelle analisi possano essere innestate su una visione concreta che corrisponde effettivamente alla nostra quotidianità: quella di un mondo ad un tempo sempre più collegato, ma anche sempre più frammentato e differenziato. Da qui scaturisce allora una esplorazione di policy sul come intervenire su alcuni aspetti (positivi e negativi) del nostro tempo per riuscire a padroneggiare le tensioni che lo agitano, e sul come utilizzare a tal fine le caratteristiche più convincenti della cultura italiana (ed italica world-wi-de), anche per venire a capo della tragica invasione di esuli che ha investito l’Europa a partire dal Mezzogiorno e dalla Grecia; e per imprimere, nello stesso tempo, nuovo impulso alla costruzione europea.

GLI AMERICANI ITALIANI: CULTURA E SOCIETÀ
a cura di Nicoletta Stame e Sabrina Vellucci
Autore è Anthony Tamburri

Prendendo in esame opere letterarie e cinematografiche nell’ottica di questioni culturali legate ai concetti di memo a colorni-hirschman
ria, etnicità, migrazione e diaspora, Tamburri ha sostenuto la international institute necessità di ampliare il concetto di “identità italiana”, che negli ultimi decenni si è esteso ben oltre i confini tradizionali. Tamburri ha, così, dato vita a un dialogo che aspira ad avviare un processo interattivo, di pratiche e conoscenze comuni, del quale possono beneficiare sia le comunità “italiche”, anche nei loro rapporti con altre comunità etniche americane,
sia i più vasti ambiti entro cui ci muoviamo, mediterranei e dei Paesi in cui è presente la diaspora italiana: un viaggio testuale e culturale che «non sarà certamente agevole, poiché metterà di fronte ad una serie di deviazioni linguistiche, culturali e […] ideologiche» e ci costringerà a guardare da
vicino storie che sono state a lungo rimosse dal nostro immaginario collettivo.

Anthony Julian Tamburri è preside del John D. Calandra Italian American Institute (Queens College, City University of New York) e Distiguished Pro-
fessor di Lingue e letterature europee. I suoi interessi di ricerca vertono sulla letteratura, il cinema, la semiotica, la teoria dell’interpretazione e gli
studi culturali. Ha diviso il suo lavoro intellettuale equamente tra studi italiani e italiano/americani, scrivendo venti libri e più di centotrenta saggi su entrambe le aree di ricerca, sia in inglese che in italiano. Nel 2010 gli è stata conferita motu proprio l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. È produttore esecutivo del programma televisivo Italics, in collaborazione con la CUNY TV.

PERCEZIONI CONFUSE, ANALISI ILLUMINANTI SAGGI TEORICI SULL’OPERA DI ALBERT O. HIRSCHMAN
LUCA MELDOLESI, RUBBETTINO, 2024

Nelle loro intenzioni, i saggi qui raccolti rappresentano in solido un modo peculiare di osservare la straordinaria rivoluzione intellettuale costruita nel tempo da Albert Hirschman. È necessario acquisirla a fatica, quella pro spettiva: per impulsi teorico-pratici successivi, partendo, nel mio caso, dal Mezzogiorno, dall’Italia, dall’area euro-mediterranea (ed oltre). In quanto tali, questi saggi suggerirebbero ad altri studiosi e ad altri ope ratori di utilizzare angolazioni differenti. Perché, nell’intenzione di Hirsch man (e quindi anche della sua “legacy”) il cambiamento di ottica con cui osservare la realtà (per sospingerla su un cammino favorevole) dovrebbe riguardare “tutti quanti”, nessuno escluso. E perché, per poter ghermire tale impostazione generale da mettere in pratica, ciascuna/o ha bisogno di riviverla, di appropriarsene dal suo punto di vista – spaziale, temporale, ambientale, di genere, di generazione… È questo, dunque il mio augurio: che la vicenda alquanto inusuale a cui mi riferisco sia in grado di dialogare con molte altre; e che quindi, a conti fatti, risulti utile.

Tra possibilismo e valutazione
Judith Tendler e Albert Hirschman
Nicoletta Stame, Rubbettino, 2022

Albert Hirschman ha affermato che «l’indagine minuziosa di Judith Tendler sulle caratteristiche differenziali e sugli effetti collaterali dell’energia termica e idraulica, come pure sulla generazione e distribuzione dell’energia, hanno contribuito in vario modo alla formazione delle mie idee». Judith Tendler, a sua volta ha scritto che Hirschman le aveva «insegnato che per capire lo sviluppo di un paese avrebbe dovuto guardare dove non avrebbe mai pensato di guardare prima», e che nel lavoro di Albert un ricercatore «abbastanza paziente» avrebbe trovato «una ricca complessità sia di successi che di fallimenti, sia di efficienza che d’incompetenza, di ordine combinato al disordine». Ricostruendo le radici teoriche di una scienza sociale interpretativa, questo testo mostra come il possibilismo di Hirschman sia al fondamento della originale pratica di valutazione della Tendler, anticipatrice di tanti sviluppi attuali. La persistente vitalità del loro pensiero consente di tracciare i lineamenti di una valutazione possibilista.

ESPERIENZE MED MEZZOGIORNO E MEDITERRANEO: IMPRESE, INNOVAZIONE E SVILUPPO
Laura Fantini, Luca Meldolesi, Nicoletta Stame

Questo volume rielabora materiali dal convegno “Mezzogiorno e Mediterraneo: imprese, innovazione e sviluppo” (ACHII e CRESM, Palermo, 2023). Guardando dal Mezzogiorno, in una logica di sviluppo e di democrazia, l’intenzione è multipla: incrinare il nostro isolamento mediterraneo (causato ad un tempo da ragioni storiche di lungo periodo e dall’imbottigliamento nord-sud, tipico del nazionalismo italiano, e di quello europeo); acquisire la lezione storica di “la pensée de midi”; aprirsi la strada in altre direzioni (incluse quelle semitiche – ebree e musulmane); riproporre il proprio punto di vista e rilanciarlo, soprattutto tramite gli “italici” del mondo – da Audisio e Tamburri, a quelli dell’intero Occidente ed oltre.

PROSPETTIVE MEDITERRANEE: LA PENSÉE DE MIDI E IL NOSTRO MEZZOGIORNO
Luca Meldolesi, Rubbettino, 2022

Tramite due piccole tradizioni ormai centenarie, il presente lavoro intende “ripescare” un antico fil rouge libertario mediterraneo per cominciare ad esplorare il nostro futuro.

Protagonismi Mediterranei
Luca Meldolesi, Rubbettino, 2022

Il Mediterraneo contemporaneo ha un gran bisogno di “ritrovarsi” nelle sue tante caratteristiche seducenti, naturali ed umane – come “mare di mezzo” tra terre europee, africane e mediorientali; come luogo privilegiato d’intera- zioni fruttuose di benessere, democrazia e giustizia sociale; come alternati- va alle miserie della vita moderna e del degrado ambientale.

Nel dialogo in proposito tra “la pensée de Midi” ed “il nostro Mezzogiorno” che ormai si avvia, il presente lavoro riesamina criticamente un ampio spac- cato di ricerche e di pratiche pubbliche per l’emersione, la legalizzazione e la valorizzazione del lavoro e delle piccole imprese meridionali. Soprattutto perché, acquisito un bandolo dell’ingarbugliata matassa, tale “giacimento” risulta straordinariamente ricco per impostare in modo corretto la battaglia culturale e politica mediterranea che oggi ci attende..

Mezzogiorno Mezzomondo
Luca Meldolesi, Rubbettino, 2021

Luca Meldolesi (a cura di),  Rubbettino, 2021 No, cari Signori: i problemi di sviluppo, di democrazia e di tanti altri urgenti desiderata non sono affatto risolti a Mezzogiorno (Mezza-europa, Mezzo-mediterraneo, Mezzo-pianeta… ed oltre!). Il presente lavoro testimonia come un quarto di secolo fa in Campania e poi…

Mezzogiorno con gioia!
Luca Meldolesi, Rubbettino, 2021

Luca Meldolesi, Rubbettino, 2021 Questo libro è scaturito da una lunga vicenda. Nel 1976 un noto economista, Tibor Scitovsky, pubblicò The Joyless Economy (L’economia senza gioia) riferendosi al consumismo delle nostre società occidentali. Pur apprezzando tale contributo, Albert Hirschman sostenne in seguito (nel 1982) che siamo…

Eppur si può!
Luca Meldolesi, Rubbettino, 2020

I testi di Luca Meldolesi qui raccolti sono scaturiti nel tempo, a partire dall’incontro ormai storico con Albert Hirschman a Princeton NJ nella lontana primavera del 1983. Vengono riuniti in due parti: la prima – “In lotta con me stesso” – testimonia il grande, emozionante cambiamento d’orientamento che la collaborazione con Fernand Braudel a Parigi e poi l’intenso lavoro dell’autore con Albert Hirschman “provocarono”. La seconda riguarda invece la riflessione teorico-economica hirschmaniana che Meldolesi intraprese a metà degli anni Novanta del secolo scorso con un folto gruppo di allievi e di collaboratori per lo sviluppo del Mezzogiorno, accompagnata da osservazioni successive che giungono fino a noi. Presi insieme questi scritti mostrano l’attualità del titolo del volume: quell’ “eppur si può!” quelle “istruzioni per l’uso” che testimoniano la complessità, ma anche la straordinaria seduzione di un lavoro d’innovazione intellettuale, produttiva e sociale di lunga lena che è possibile sviluppare in una delle zone a più elevato scrigno di cultura accumulata a livello popolare (e quindi a più alto potenziale di incivilimento) del pianeta.

Pratiche possibiliste
V. Marino e N. Stame, Rubbettino, 2020

Questo volume raccoglie una ventina di testi di varia origine che riguardano esperienze pratiche di persone che si riferiscono a “Federalismo democratico” e all’Istituto Colorni-Hirschman. E sono pratiche “possibiliste” perché nel loro svolgersi questi protagonisti – imprenditori, cooperatori, amministratori pubblici, dirigenti, consulenti – hanno reinventato e reinterpretato alcuni elementi fondamentali della prospettiva possibilista, elaborata da Colorni e Hirschman, e appresa nell’insegnamento di Luca Meldolesi e Nicoletta Stame. L’attenzione del libro è focalizzata sul come quegli elementi sono via via fatti vivere nella pratica, in situazioni nuove, in cui ciascuno ha dovuto fare appello alle proprie convinzioni (ridurre lo slack, allargare le alternative, trasformare le difficoltà in opportunità, aver fiducia nelle persone) e al tempo stesso combattere con sé stesso (alzare l’asticella, superare il senso di inadeguatezza di fronte alle difficoltà, ma anche essere modesti). Da questo modo di fare emergono lezioni sorprendenti. Intanto, che tutto questo avviene in un Sud che sa riconoscere i propri problemi e affrontarli in modo costruttivo, senza cadere nell’autodenigrazione, o peggio nella richiesta di assistenzialismo, ma teso a un risultato di effettivo cambiamento: sia quando si tratta di problematiche territoriali tipiche del Sud (le cooperative che gestiscono i beni confiscati; il lavoro nei quartieri del centro storico di Napoli) sia quando si affrontano temi generali (l’imprenditorialità, l’innovazione) sapendo di dover far fronte a condizioni più svantaggiate: in tutti i casi raddoppiando lo sforzo e offrendo esempi del raggiungimento di risultati validi per tutti. Passare dalla “fracasomania” alla capacità di ragionare anche sugli insuccessi per trovare vie alternative di sviluppo. Sembra quasi che partire da situazioni più difficili abbia spinto questi “possibilisti pratici” a uno sforzo più approfondito per capire come modificare comportamenti accomodanti radicati ovunque: all’interno delle amministrazioni pubbliche, nelle imprese, nei rapporti interpersonali. Questo porta anche a reinterpretare il proprio ruolo professionale, sia di chi si comporta diversamente da come tale ruolo è normalmente agito (l’imprenditore “disequilibratore seriale”, la valutatrice che parte dai territori e non dai finanziatori dei programmi), sia a inventarsi una nuova professione: il “manager di prossimità”, la “commercialista di strada”. Oppure ad avere il coraggio di andare contro la più ovvia “soluzione tecnica” e prendere decisioni favorevoli ai territori e ai soggetti amministrati. Si tratta di un punto di arrivo di tante esperienze condotte separatamente, seppure attraversate da un filo comune, e che lasciano preludere a una riflessione più matura sui possibili sviluppi di questo lavoro a partire dal Sud.

Il mondo sorprendente di
Albert O. Hirschman

Luca Meldolesi, Rubbettino, 2017

«Meldolesi ci ha fornito una rappresentazione comprensibile, stimolante e ammirata della visione del mondo di Hirschman […] Questo è un libro che espanderà la mente di chiunque – studente o insegnante, economista, politologo, sociologo o storico – che abbia incontrato Hirschman prima, peraltro brevemente, […] ed è stato incuriosito da una delle menti più originali dell’economia». Michael Roemer, Università di Harvard, Journal of Economic Literature, 1996

«È un compito impegnativo scrivere una biografia intellettuale di qualcuno il cui pensiero è ricco, sottile e sovversivo come quello di Albert Hirschman. Luca Meldolesi ha raggiunto un risultato che dimostra la ricchezza, la sottigliezza e la sovversività del pensiero di Hirschman in proporzioni pressoché uguali e con un affetto e un rispetto che tutti condividiamo. Ha una conoscenza enciclopedica delle opere di Hirschman, 191 delle quali sono elencate in bibliografia». Rosemary Thorpe, The Latin American Centre, Oxford, The Economic Journal, 1997